CNR

 

Ogni anno si riscontrano 150.000 nuovi casi di demenza tra la popolazione anziana: 80.000 sono malati di Alzheimer. Con l’attuale andamento demografico e in mancanza di interventi potrebbero diventare 113.000 già nel 2020.

ANSA

 

La malattia di Alzheimer non è esclusiva dell’età presenile, anche se con il progredire dell’età aumenta la possibilità di contrarla; in particolare dopo i 65 anni si assiste ad un raddoppio ogni 5 anni, fino ad arrivare, negli ultra 80enni, ad una frequenza del 40%.

Casella di testo: Giornata Alzheimer: al Nettuno un concerto jazz per sensibilizzare

  RIMINI | 18 settembre 2010 - L'occasione è la 17° Giornata Mondiale delll'Azlzheimer del 21 settembre. Una malattia che colpisce a Rimini oltre 1800 persone, e anche le loro famiglie chiamate a convivere con situazioni complesse e dedicate. A loro sostegno, dal '94 è attiva l'Associazione Alzheimer di Rimini che conta 50 soci e diversi volontari.

La presentazione dell'associazione:
“Come di consueto – afferma la dott.ssa Roberta Secchiaroli - l’Associazione Alzheimer Rimini Onlus, in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer, organizza un incontro/evento per “ricordare chi non ricorda”. Lo scopo è di sensibilizzare le persone nei confronti della demenza progressiva, a tutt’oggi incurabile, che colpisce circa 1800-2000 persone nella sola provincia di Rimini. L’Associazione da anni aiuta i familiari supportandoli dal punto di vista psicologico attraverso incontri individuali o di gruppo. Fornisce informazioni pratiche sulla gestione della persona affetta da Alzheimer, indicazioni legali e burocratiche. In autunno sarà riproposto un corso che ha riscosso grande successo: insegnare ai familiari come giocare in maniera costruttiva, utilizzando tecniche che hanno lo scopo di stimolare alcune funzioni cognitive del congiunto malato. La novità: da quest’anno si tenterà l’esperimento di aprire il corso alle badanti oltre che ai familiari. Questo per favorire una maggiore integrazione interculturale e per aiutare a impiegare il tempo che si trascorre con il malato nel miglior modo possibile. Tra le iniziative in programma ci sono poi un corso sulla mobilitazione del malato allettato, tenuto da fisioterapisti esperti; un ciclo di incontri di training autogeno per aiutare i familiari a rilassarsi e serate tematiche sulla malattia. I corsi e gli incontri sono gratuiti grazie a contributi del Comune di Rimini e donazioni di privati”.

FONDAZIONE ASSOCIAZIONE ALZHEIMER RIMINI ONLUS

  E’ stata istituita nel 1994 grazie all’iniziativa di un gruppo di persone, tra le quali Ileana Vizio e il neurologo Dott. Sebastiano Lorusso. Da allora, l’Associazione ha svolto un costante lavoro di informazione, Counseling e di sostegni psicologici in collaborazione con l’Asl di Rimini, i servizi sociali del Comune di Rimini e l’intervento di esperti quali la psicoterapeuta Roberta Secchiaroli, geriatri, neurologi e altri operatori sanitari. Il gruppo è presieduto da Giorgio Romersa e conta 50 soci, tra quali il Dr. Federico Cambrini e Luigi Cambrini.

16 settembre 2010

 

LIBERO NEWS.IT

 

Umbria: da Confcommercio e Confcooperative progetto 'Casamica' per assistenza domiciliare

 

  Perugia, 16 set. - (Adnkronos) - Nasce 'Casamica', progetto a sostegno dell'assistenza domiciliare curato da Confcommercio Perugia e Confcooperative Umbria che hanno illustrato oggi l'iniziativa. Casamica oltre ad essere il nome del progetto, e' anche il nome della società consortile creata ad hoc per la promozione dell'attività di assistenza familiare domiciliare, grazie alla presenza sui singoli territori di Counseling point specializzati, concepiti come punti di riferimento strategici sia per la famiglia che per le assistenti familiari.

  ''Casamica'', che sarà presente sul territorio umbro a partire da ottobre, prevede dei corsi di formazione per le persone che andranno a prestare assistenza domiciliare ad anziani e malati, che comprendono ad esempio l'insegnamento della lingua italiana e le basi per la cura della persona. Il personale dei punti d'ascolto provvederà poi ad aiutare le famiglie nelle questioni contrattuali e burocratiche, e a disincentivare l'abbandono del lavoro per le donne già impiegate.

GIUSTI 1991

DE CAPRIO 1998

 

  L’atto clinico è l’incontro tra due memorie: quella del medico fatta di cultura, esperienza, sofferenza anche personale e quella del paziente, spesso una lunga serie di ricordi, come può essere lunga la storia della malattia e del suo dolore. Quando una delle parti viene meno, come nel caso del paziente affetto da demenza, il rapporto rischia di essere squilibrato, se non viene sostituito dalla capacità raffinata del medico di non arrendersi di fronte ai silenzi per ricercare con pazienza i possibili segni interpretativi.